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	<title>Co-de-iT &#187; parametric</title>
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		<title>&#8220;Bosco&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 23:47:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Co-de-iT</dc:creator>
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Scultura
.
Alessio Erioli, Andrea Graziano + Bruno Demasi
Volvera (To) &#8211; 44°56&#8242;29.04&#8243;N, 7°30&#8242;46.34&#8243;E
2009
.
&#8220;Bosco&#8221; è il primo risultato della collaborazione tra Co-de-iT e il ceramista Bruno Demasi. La serie di vasi è stata generata in Grasshopper, prima definendone la superficie esterna e successivamente lavorando sulle proprietà della superficie attraverso i suoi parametri costitutivi; in questo modo si esplicita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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<p><strong>Scultura</strong></p>
<p>.</p>
<p><a href="http://www.co-de-it.com/wordpress/info">Alessio Erioli</a>, <a href="http://www.co-de-it.com/wordpress/info">Andrea Graziano</a> + <a title="Bruno Demasi" href="http://www.brunodemasi.com/" target="_blank">Bruno Demasi</a></p>
<p>Volvera (To) &#8211; 44°56&#8242;29.04&#8243;N, 7°30&#8242;46.34&#8243;E</p>
<p>2009</p>
<p>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Bosco&#8221; è il primo risultato della collaborazione tra Co-de-iT e il ceramista Bruno Demasi. La serie di vasi è stata generata in Grasshopper, prima definendone la superficie esterna e successivamente lavorando sulle proprietà della superficie attraverso i suoi parametri costitutivi; in questo modo si esplicita una forma di ornamento di tipo indicistico e non convenzionale, in quanto le informazioni necessarie a definire le forme ottenute erano già contenute parametricamente nella superficie di partenza, erano sue proprietà virtuali. Le morfologie ottenute sono il risultato dell&#8217;applicazione di questo processo ad un sistema materiale (ceramica, polistirene, legno multistrato), alle sue proprietà endogene (struttura chimico-fisica, lavorabilità, caratteristiche visivo-tattili) e al suo comportamento rispetto alle forze esogene (temperatura, gravità, umidità,<br />
pressione, etc.).</p>
<p style="text-align: justify;">Intendiamo come ornamento la condizione attraverso cui le morfologie in natura creano articolazione e differenziazione, partendo dalla definizione che ne diede Sir John Summerson come &#8220;surface modulation&#8221;. Il tipo di rapporto generativo indagato è lo stesso che sta alla base della morfogenesi in natura, dove le informazioni sulle leggi di sviluppo che sono contenute nel codice genetico sono applicate a sistemi materiali<br />
organici, andando così a determinare una forma che, ad ogni iterazione del processo, non si ripete mai identicamente. L&#8217;identità è nel processo, non nel suo esito.</p>
<p>Come Co-de-iT, il nostro interesse in questa esplorazione è duplice:</p>
<p style="text-align: justify;">. identità di processo e non di prodotto: il vero progetto è nella definizione parametrica dell&#8217;oggetto, non nell&#8217;oggetto in sè; questo permette la generazione di famiglie di oggetti unici e specifici, pur discendenti dallo stesso processo (minime variazioni dei parametri possono dare sostanziali differenze morfologiche);</p>
<p style="text-align: justify;">. rapporto tra processi virtuali e sistemi materiali: l&#8217;applicazione dello stesso processo a sistemi materiali differenti produce effetti emergenti sul risultato, integrando la simulazione virtuale con le qualità del sistema  materiale adottato;</p>
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		<title>SEN.S-E.I.</title>
		<link>http://www.co-de-it.com/wordpress/sen-s-e-i.html</link>
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		<pubDate>Sun, 02 Aug 2009 15:38:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Co-de-iT</dc:creator>
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		<category><![CDATA[environment]]></category>
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		<description><![CDATA[
			
				
			
		
Workshop
.
Alessio Erioli + Ludovica Tramontin (tutors), Alessandro Uras (co-tutor), Lars Moth-Poulsen (Bentley tutor)
Settimo Torinese &#8211; 45° 8&#8242;34.55&#8243;N, 7°46&#8242;36.90&#8243;E
july 2009
.
SEN.S.-E.I. _ SEN.sible S.helter – E.nvironment I.nteraction
Design with Generative Components® &#38; Bentley® Architecture – AAST Workshop
L’insorgenza di una nuova sensibilità climatica allarga ed estende i concetti tradizionali di edificio, mentre le tecnologie nomadi e il modello del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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<p>Workshop</p>
<p>.</p>
<p><a href="http://www.co-de-it.com/wordpress/info">Alessio Erioli</a> + Ludovica Tramontin (tutors), Alessandro Uras (co-tutor), Lars Moth-Poulsen (Bentley tutor)</p>
<p>Settimo Torinese &#8211; 45° 8&#8242;34.55&#8243;N, 7°46&#8242;36.90&#8243;E</p>
<p>july 2009</p>
<p>.</p>
<p><strong>SEN.S.-E.I. _ SEN.sible S.helter – E.nvironment I.nteraction</strong><strong><br />
<em>Design with Generative Components® &amp; Bentley® Architecture – AAST Workshop</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’insorgenza di una nuova sensibilità climatica allarga ed estende i concetti tradizionali di edificio, mentre le tecnologie nomadi e il modello del network ci permettono di estendere i nostri sensi ed esplorare una gamma ampia di rapporti corpo-ambiente attraverso l’interazione spaziale, ridefinendo così radicalmente la relazione spazio-corpo-funzione. Le attuali soglie fisiche rigidamente pressate nella solidità delle pareti si stemperano in intensificazioni e rarefazioni ambientali modulate, gradienti di variabili che pervadono uno spazio non più “indifferente” ma attivo e sensibile, intensificazioni che possono essere espresse tramite campi attrattori che influenzano (ed interagiscono con) la formazione del progetto. La possibilità di gestire la complessità attraverso design parametrico ci consente di simulare e gestire risposte modulate e sensibili all’ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema a cui applicare queste strategie di interazione è quello dello “shelter”, padiglione multipurpose in cui morfologia, pattern di modulazione e potenzialità d’uso vengono mutuamente definiti in un processo iterativo a partire dagli attrattori ambientali e dalle leggi di interazione con il progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Concetti esplorati:</p>
<p style="text-align: justify;">. attrattori e influenze: leggi di variazione<br />
. superfici di proliferazione reagenti e non-reagenti<br />
. adattività ambiente ospite e componente reagente</p>
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		<title>Pototyping the city</title>
		<link>http://www.co-de-it.com/wordpress/prototyping-the-city.html</link>
		<comments>http://www.co-de-it.com/wordpress/prototyping-the-city.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 11:20:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Co-de-iT</dc:creator>
				<category><![CDATA[teaching]]></category>
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		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<category><![CDATA[workshop]]></category>

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Workshop
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Davide del Giudice, Andrea Graziano
Torino
Luglio 2008
.
Nel Luglio 2008 abbiamo avuto l&#8217;onore di partecipare in qualità di assistenti al Workshop &#8220;Prototyping the city&#8220;, uno dei sette workshop della International Summer School organizzati nell&#8217;ambito di Torino World Design Capital. Due settimane intense a contatto con studenti provenienti da tutto il mondo. Sette gruppi di lavoro focalizzati su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.co-de-it.com/wordpress/prototyping-the-city.html" title="Permanent Link to Pototyping the city">Here a SimpleViewer Flash gallery should be displayed. Click here to open the post in your browser to see the gallery.</a></p>
<p>Workshop</p>
<p>.</p>
<p><a href="http://www.co-de-it.com/wordpress/info">Davide del Giudice</a>, <a href="http://www.co-de-it.com/wordpress/info">Andrea Graziano</a></p>
<p>Torino</p>
<p>Luglio 2008</p>
<p>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel Luglio 2008 abbiamo avuto l&#8217;onore di partecipare in qualità di assistenti al Workshop &#8220;<a href="http://www.torinoworlddesigncapital.it/portale/content_2.php?sezioneID=288&amp;ID=702&amp;categoriaID=382">Prototyping the city</a>&#8220;, uno dei sette workshop della International Summer School organizzati nell&#8217;ambito di <a href="http://www.torinoworlddesigncapital.it/portale/index.php">Torino World Design Capital</a>. Due settimane intense a contatto con <a href="http://protocity.blogspot.com/2008/07/students.html">studenti</a> provenienti da tutto il mondo. <a href="http://protocity.blogspot.com/2008/07/student-groups.html">Sette gruppi</a> di lavoro focalizzati su aspetti differenti del progetto capaci di lavorare in simbiosi per la produzione di una installazione temporanea. Un esperienza fantastica sia umanamente che del punto di vista tecnico ed educativo.<br />
Lascio al relativo <a href="http://protocity.blogspot.com/">blog</a> il difficile compito di spiegare ciò che è successo ed è stato fatto e realizzato.</p>
<p>Prototyping the city_Teaching Staff:</p>
<p>. Leaders: C.Pasquero &#8211; Architectural Association &#8211; M.Poletto &#8211; Architectural Association &#8211; C.Tiazzoldi &#8211; Columbia University</p>
<p>. Local coordination: C. Griffa &#8211; Politecnico di Torino</p>
<p>. Local Partners: Denaldi Legnami s.a.s.</p>
<p>. Experts: P. Anzalone – Columbia University</p>
<p>. Assistants: D. del Giudice &#8211; A. Graziano</p>
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