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	<title>Co-de-iTart | Co-de-iT</title>
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	<description>Computational Design Italy</description>
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  <title>Co-de-iT</title>
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		<title>Fiber shelter</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 12:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Co-de-iT</dc:creator>
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		<description><![CDATA[competition project . Co-de-iT + Mirco Bianchini, Tommaso Casucci, Mirko Daneluzzo and Alessandro Zomparelli PAV &#8211; Parco Arte Vivente, Torino  45° 2&#8242; 36.54&#8243; N,  7° 39&#8242; 51.65&#8243; E 2011 Design team: Mirco Bianchini, Tommaso Casucci, Mirko Daneluzzo, Alessio Erioli and Alessandro Zomparelli [english text coming soon] Il progetto Fiber shelter nasce dall&#8217;idea di proporre un progetto altamente integrato con l&#8217;ambiente del Parco arte vivente di Torino, relativamente alle sue qualità spaziali e di fruizione. La proposta è quindi quella di determinare un sistema che ha la possibilità di diffondersi all&#8217;interno del parco. Questo tipo di strategia potrebbe inoltre essere utilizzata per inserire futuri interventi mantenendo coerenza distributiva. La struttura dello shelter si avvale di una tecnologia che permette la realizzazione di strutture fibrose e in grado di definire una struttura rigida , facilmente montabile. Il materiale e la tecnologia ipotizzata è splineTEX® Carbon, un materiale composito in plastica fibrorinforzata che permette di creare strutture leggere e resistenti senza la necessità di costosi processi di piegatura. La struttura primaria è costituita da un doppio livello di elementi tubolari interconnessi ai quali si andrà successivamente ad agganciare una struttura secondaria di fibre più fini. Alla struttura primaria si aggancia inoltre un ulteriore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>competition project</p>
<p>.</p>
<p>Co-de-iT + Mirco Bianchini, Tommaso Casucci, Mirko Daneluzzo and Alessandro Zomparelli</p>
<p>PAV &#8211; Parco Arte Vivente, Torino  45° 2&#8242; 36.54&#8243; N,  7° 39&#8242; 51.65&#8243; E</p>
<p>2011</p>
<p>Design team: Mirco Bianchini, Tommaso Casucci, Mirko Daneluzzo, Alessio Erioli and Alessandro Zomparelli</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.co-de-it.com/wordpress/wp-content/photos/PAV/view%2002.jpg" alt="view 02" width="677" height="406" /></p>
<p><em>[english text coming soon]</em></p>
<p>Il progetto Fiber shelter nasce dall&#8217;idea di proporre un progetto altamente integrato con l&#8217;ambiente del Parco arte vivente di Torino, relativamente alle sue qualità spaziali e di fruizione.</p>
<p>La proposta è quindi quella di determinare un sistema che ha la possibilità di diffondersi all&#8217;interno del parco.<br />
Questo tipo di strategia potrebbe inoltre essere utilizzata per inserire futuri interventi mantenendo coerenza distributiva.<br />
La struttura dello shelter si avvale di una tecnologia che permette la realizzazione di strutture fibrose e in grado di definire una struttura rigida , facilmente montabile.<br />
Il materiale e la tecnologia ipotizzata è <a title="SplineTEX" href="http://www.supertex.at/?page_id=16&amp;lang=EN" target="_blank">splineTEX</a>® Carbon, un materiale composito in plastica fibrorinforzata che permette di creare strutture leggere e resistenti senza la necessità di costosi processi di piegatura.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-1248" title="plan" src="http://www.co-de-it.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/plan.jpg" alt="" width="661" height="464" /></p>
<p>La struttura primaria è costituita da un doppio livello di elementi tubolari interconnessi ai quali si andrà successivamente ad agganciare una struttura secondaria di fibre più fini. Alla struttura primaria si aggancia inoltre un ulteriore livello di fibre di carbonio le quali una volta trattate con apposite resine diventeranno parte integrante della struttura.<br />
Le fibre sono distribuite secondo un gradiente che dipende dalla curvatura della superficie di proliferazione: si infittiscono nelle aree dove la curvatura è maggiore, rappresentando le parti più deboli della struttura.<br />
Il sistema definisce una struttura rigida altamente resistente dove l&#8217;infittimento determina un modello statico ridondante, in cui i vincoli tra gli elementi sono molti più di quelli minimi necessari per determinare un struttura rigida.<br />
Questa strategia è presente in molti sistemi naturali: il surplus di elementi aumenta la resilienza del sistema, rendendolo in grado di rispondere complessivamente in maniera migliore a sollecitazioni di natura imprevedibile; inoltre rende ogni singolo elemento non indispensabile, per cui eventuali lesioni manifestatesi in un elemento specifico non andranno a compromettere l&#8217;integrità complessiva del sistema.<br />
L&#8217;utilizzo di fibre di carbonio è stato scelto sia per le elevate caratteristiche meccaniche del materiale, sia per l&#8217;economicità del materiale e sia per la bassissima manutenzione che tale tipo di struttura richiede dopo la messa in opera.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-1247" title="Tav 2" src="http://www.co-de-it.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Tav-2.jpg" alt="" width="799" height="410" /></p>
<p>Il pattern di densità definisce inoltre la transizione tra spazi più aperti e permeabili ad altri in cui la variazione delle fibre crea una maglia densa, influenzando e dando così una nuova gerarchia di ombreggiamento (e quindi temperatura) e permeabilità (accessi) all&#8217;interno del proprio spazio e campo di influenza esterno.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-1249" title="view 00_gen" src="http://www.co-de-it.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/view-00_gen.jpg" alt="" width="674" height="678" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-1250" title="view 01" src="http://www.co-de-it.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/view-01.jpg" alt="" width="678" height="426" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-1251" title="view 03" src="http://www.co-de-it.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/view-03.jpg" alt="" width="676" height="680" /></p>
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		<title>Moltitudine &#8211; GH workshop Firenze</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 08:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Co-de-iT</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Workshop Alessio Erioli + Andrea Graziano &#8211; Co-de-iT Firenze – 43°48’3.34″N 11°14’5.60″E 25-27.02.2011 . Parametric Strategies workshop series Moltitudine &#8211; Power of the many _ Grasshopper Advanced workshop Firenze _ 25-27 febbraio 2011 Tutors: Alessio Erioli + Andrea Graziano [.] Descrizione Moltitudine &#8211; power of the many è un corso advanced level che studia la produzione di effetti complessi a partire dalla modellazione di comportamenti semplici su un insieme strutturato con un numero alto di elementi. Attraverso un approccio generico e scaleless sarà possibile affrontare la tematica generale su più fronti e in una molteplicità di declinazioni possibili. Il corso è rivolto a chi,indipendentemente dal proprio background (urbanistica, architettura, ingegneria, design, arte o altro) già possiede una esperienza di base con Rhinoceros e Grasshopper, e desidera sviluppare aspetti di gestione avanzata del flusso di articolato di informazioni attraverso una strategia guidata basata su esempi pratici e sull’implementazione di un progetto personale sul tema generale del “field behaviour”. Sarà trattato anche l’utilizzo di alcuni plug-ins quali gHowl e WeaverBird. Il numero dei partecipanti è fissato a un massimo di 20 per offrire un tutoraggio proficuo ed una effettiva esperienza di learning ad ogni iscritto. [.] Temi: teoria . complessità, emergence, effetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Moltitudine - GH advanced workshop Firenze" src="http://www.co-de-it.com/wordpress/wp-content/photos/ML WS Firenze/GH_Moltitudine.jpg" alt="" width="950" height="433" /></p>
<p>Workshop</p>
<p><a href="http://www.co-de-it.com/wordpress/info">Alessio Erioli</a> + <a href="http://www.co-de-it.com/wordpress/info">Andrea Graziano</a> &#8211; Co-de-iT</p>
<p>Firenze – 43°48’3.34″N 11°14’5.60″E</p>
<p>25-27.02.2011</p>
<p>.</p>
<p>Parametric Strategies workshop series</p>
<p><strong>Moltitudine &#8211; Power of the many _ Grasshopper Advanced workshop</strong></p>
<p>Firenze _ 25-27 febbraio 2011</p>
<p>Tutors: Alessio Erioli + Andrea Graziano</p>
<p><strong>[.] Descrizione</strong></p>
<p>Moltitudine &#8211; power of the many è un corso advanced level che studia la produzione di effetti complessi a partire dalla modellazione di comportamenti semplici su un insieme strutturato con un numero alto di elementi. Attraverso un approccio generico e scaleless sarà possibile affrontare la tematica generale su più fronti e in una molteplicità di declinazioni possibili. Il corso è rivolto a chi,indipendentemente dal proprio background (urbanistica, architettura, ingegneria, design, arte o altro) già possiede una esperienza di base con Rhinoceros e Grasshopper, e desidera sviluppare aspetti di gestione avanzata del flusso di articolato di informazioni attraverso una strategia guidata basata su esempi pratici e sull’implementazione di un progetto personale sul tema generale del “field behaviour”. Sarà trattato anche l’utilizzo di alcuni plug-ins quali gHowl e WeaverBird.<br />
Il numero dei partecipanti è fissato a un massimo di 20 per offrire un tutoraggio proficuo ed una effettiva esperienza di learning ad ogni iscritto.</p>
<p><strong>[.] Temi:</strong></p>
<p>teoria</p>
<p>. complessità, emergence, effetti di campo (field behaviour), sensibilità, efficienza multiperformance</p>
<p>tecnica</p>
<p>. dati:gestione e manipolazione avanzata del data tree, streaming e visualizzazione; transizione, blending e modulazione delle geometrie; generazione e controllo multiperformance di popolazioni di componenti; attrattori, drivers e tecniche di modulazione avanzate; uso delle mesh con WeaverBird;  ottimizzazione con Galapagos</p>
<p><strong>[.] Dettagli :</strong></p>
<p>Tutors: Alessio Erioli + Andrea Graziano &#8211; Co-de-iT</p>
<p>Si richiede esperienza di base nella modellazione in Rhino (equivalente a Rhino training Level 1, il Level 2 è gradito &#8211; la documentazione per il training è disponibile gratuitamente all’indirizzo: <a href="http://download.rhino3d.com/download.asp?id=Rhino4Training&amp;language=it" target="_blank">http://download.rhino3d.com/download.asp?id=Rhino4Training&amp;language=it</a>) e nell’uso di Grasshopper (la suddivisione di una superficie NURBS in componenti tramite isotrim è data come base assodata)</p>
<p><strong>. luogo:</strong></p>
<p>IreCoop &#8211; via Vasco De Gama 27 _ Firenze</p>
<p><strong>. durata:</strong></p>
<p>25-27 febbraio 2010 &#8211; 3 giornate consecutive _ orario 9:00 &#8211; 18:00</p>
<p><strong>. costo:</strong></p>
<p>professionisti &#8211; 450.00 €<br />
studenti &#8211; 280.00 €</p>
<p><strong>. note:</strong></p>
<p>scadenza iscrizioni: <strong>20 febbraio 2010</strong><br />
il corso sarà attivato con un <span style="text-decoration: underline;">numero minimo di 15 iscritti</span><br />
al termine sarà rilasciato un attestato di frequenza<br />
gli iscritti dovrano venire muniti dei propri laptop con software installato.<br />
una versione free per 30 giorni è disponibile sul sito www.rhino3d.com</p>
<p><strong>. contatti:</strong></p>
<p>iscrizioni + info alloggi: <a title="Irecoop Toscana" href="http://www.irecooptoscana.it/" target="_blank">www.irecooptoscana.it</a> (Cosa offriamo &gt; formazione &gt; altri corsi)</p>
<p>info sul corso:      info@co-de-it.com</p>
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		<title>Mensa</title>
		<link>http://www.co-de-it.com/wordpress/mensa.html</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 17:43:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Co-de-iT</dc:creator>
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		<description><![CDATA[The artist, the craftsman and the coder . Elio Garis &#60; Co-de-iT &#62; Bruno De Masi Vigone + S. Maurizio Canavese (TO) &#8211; 45°13&#8217;5.33&#8243;N, 7°37&#8217;54.27&#8243;E 2010 . When it comes to the use and implementation of digital strategies and tools one of the most common temptations is digital exhaustion: the project starts and becomes perfect in the digital realm. According to this obsession the digital outcome takes command and dictates the rules to which all material aspects should be subjected. Emergence material effects and any kind of post-machine work is seen as a flaw in a search for a fully file-to-factory process. Another common temptation which usually pairs the one we just described is the pursue of digital perfection: since digital tools allow accuracy and precision extreme specificity is often seen (and not without reasons) as a goal or an improvement. These are the case that serve optimization for iterative production, but we think that this shouldn&#8217;t be a universal rule. Digital strategies and tools in our mind are not a substitute of all existing tools and techniques, rather they have their own specificity; they integrate and expand the existing set, adding new extended potential and novel possibilities to it. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.co-de-it.com/wordpress/mensa.html" title="Permanent Link to Mensa">Here a SimpleViewer Flash gallery should be displayed. Click here to open the post in your browser to see the gallery.</a></p>
<p><strong>The artist, the craftsman and the coder</strong></p>
<p>.</p>
<p><a href="http://www.eliogaris.it/" target="_blank">Elio Garis</a> &lt; <a href="http://www.co-de-it.com/wordpress/info">Co-de-iT</a> &gt; <a href="http://www.brunodemasi.com/" target="_blank">Bruno De Masi</a></p>
<p>Vigone + S. Maurizio Canavese (TO) &#8211; 45°13&#8217;5.33&#8243;N, 7°37&#8217;54.27&#8243;E</p>
<p>2010</p>
<p>.</p>
<p style="text-align: justify;">When it comes to the use and implementation of digital strategies and tools one of the most common temptations is digital exhaustion: the project starts and becomes perfect in the digital realm. According to this obsession the digital outcome takes command and dictates the rules to which all material aspects should be subjected. Emergence material effects and any kind of post-machine work is seen as a flaw in a search for a fully file-to-factory process. Another common temptation which usually pairs the one we just described is the pursue of digital perfection: since digital tools allow accuracy and precision extreme specificity is often seen (and not without reasons) as a goal or an improvement. These are the case that serve optimization for iterative production, but we think that this shouldn&#8217;t be a universal rule.</p>
<p style="text-align: justify;">Digital strategies and tools in our mind are not a substitute of all existing tools and techniques, rather they have their own specificity; they integrate and expand the existing set, adding new extended potential and novel possibilities to it. Substitution happens when the new tool is not only performing the same tasks than the old one but also adds new or improved qualities (performance in speed, accuracy, variation, added features, etc.).</p>
<p style="text-align: justify;">This is an exploration of the territory that lies in-between the digital and the physical realm, usign the digital as a resource to amplify the expressive palette of an artist (Elio Garis) working in tight connection with a craftsman (Bruno De Masi, we already worked with him for the <a href="http://www.co-de-it.com/wordpress/bosco.html">Bosco</a> project) for the design and realization of <strong><em>Mensa</em></strong>, an altar which should enrich the restoration of the Antica Chiesa Plebana, a XV century church in S. Maurizio Canavese (To). The design was conceived by Elio Garis, then developed by Bruno De Masi under his guidance, while Co-de-iT operated as a mediator between the digital realm of the information model and the physical sculptural expressive potential, translating the initial design into a coarse fabricated model in plywood. The model was purposely kept coarse to allow a final physical interaction by the artist in order to let him orchestrate material properties and effects according to his sculptural sensibility and experience.</p>
<p style="text-align: justify;">Sculptural sensibility is not a pure hylomorphic process. There is an intensive logic underneath, something that is even more evident in pottery making, where the potter should constantly interact with material properties in order to tease a shape out of clay: temperature, finger pressure, rotational speed of the plate, humidity are all intensively interacting at the same time and directed by the artist&#8217;s sculptural sensibility. To that extent, this project explores vagueness as a quality that could be implemented through digital tools: sculptors often take inspiration from pieces of material, guided by vibrant sensibilities they feel resonance and envision a potential to be disclosed.</p>
<p style="text-align: justify;">Our contribution with the digital tools is to explore through generative strategies a wide range of rule-based vague forms that can be coupled (according to material and fabrication logics) to several material palettes and let the final part of their morphogenetic process to be directed by the artist&#8217;s material sensibility.</p>
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		<title>&#8220;Bosco&#8221;</title>
		<link>http://www.co-de-it.com/wordpress/bosco.html</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 23:47:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Co-de-iT</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rhinoceros]]></category>

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		<description><![CDATA[Scultura . Alessio Erioli, Andrea Graziano + Bruno Demasi Volvera (To) &#8211; 44°56&#8217;29.04&#8243;N, 7°30&#8217;46.34&#8243;E 2009 . &#8220;Bosco&#8221; è il primo risultato della collaborazione tra Co-de-iT e il ceramista Bruno Demasi. La serie di vasi è stata generata in Grasshopper, prima definendone la superficie esterna e successivamente lavorando sulle proprietà della superficie attraverso i suoi parametri costitutivi; in questo modo si esplicita una forma di ornamento di tipo indicistico e non convenzionale, in quanto le informazioni necessarie a definire le forme ottenute erano già contenute parametricamente nella superficie di partenza, erano sue proprietà virtuali. Le morfologie ottenute sono il risultato dell&#8217;applicazione di questo processo ad un sistema materiale (ceramica, polistirene, legno multistrato), alle sue proprietà endogene (struttura chimico-fisica, lavorabilità, caratteristiche visivo-tattili) e al suo comportamento rispetto alle forze esogene (temperatura, gravità, umidità, pressione, etc.). Intendiamo come ornamento la condizione attraverso cui le morfologie in natura creano articolazione e differenziazione, partendo dalla definizione che ne diede Sir John Summerson come &#8220;surface modulation&#8221;. Il tipo di rapporto generativo indagato è lo stesso che sta alla base della morfogenesi in natura, dove le informazioni sulle leggi di sviluppo che sono contenute nel codice genetico sono applicate a sistemi materiali organici, andando così a determinare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.co-de-it.com/wordpress/bosco.html" title="Permanent Link to &#8220;Bosco&#8221;">Here a SimpleViewer Flash gallery should be displayed. Click here to open the post in your browser to see the gallery.</a></p>
<p><strong>Scultura</strong></p>
<p>.</p>
<p><a href="http://www.co-de-it.com/wordpress/info">Alessio Erioli</a>, <a href="http://www.co-de-it.com/wordpress/info">Andrea Graziano</a> + <a title="Bruno Demasi" href="http://www.brunodemasi.com/" target="_blank">Bruno Demasi</a></p>
<p>Volvera (To) &#8211; 44°56&#8217;29.04&#8243;N, 7°30&#8217;46.34&#8243;E</p>
<p>2009</p>
<p>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Bosco&#8221; è il primo risultato della collaborazione tra Co-de-iT e il ceramista Bruno Demasi. La serie di vasi è stata generata in Grasshopper, prima definendone la superficie esterna e successivamente lavorando sulle proprietà della superficie attraverso i suoi parametri costitutivi; in questo modo si esplicita una forma di ornamento di tipo indicistico e non convenzionale, in quanto le informazioni necessarie a definire le forme ottenute erano già contenute parametricamente nella superficie di partenza, erano sue proprietà virtuali. Le morfologie ottenute sono il risultato dell&#8217;applicazione di questo processo ad un sistema materiale (ceramica, polistirene, legno multistrato), alle sue proprietà endogene (struttura chimico-fisica, lavorabilità, caratteristiche visivo-tattili) e al suo comportamento rispetto alle forze esogene (temperatura, gravità, umidità,<br />
pressione, etc.).</p>
<p style="text-align: justify;">Intendiamo come ornamento la condizione attraverso cui le morfologie in natura creano articolazione e differenziazione, partendo dalla definizione che ne diede Sir John Summerson come &#8220;surface modulation&#8221;. Il tipo di rapporto generativo indagato è lo stesso che sta alla base della morfogenesi in natura, dove le informazioni sulle leggi di sviluppo che sono contenute nel codice genetico sono applicate a sistemi materiali<br />
organici, andando così a determinare una forma che, ad ogni iterazione del processo, non si ripete mai identicamente. L&#8217;identità è nel processo, non nel suo esito.</p>
<p>Come Co-de-iT, il nostro interesse in questa esplorazione è duplice:</p>
<p style="text-align: justify;">. identità di processo e non di prodotto: il vero progetto è nella definizione parametrica dell&#8217;oggetto, non nell&#8217;oggetto in sè; questo permette la generazione di famiglie di oggetti unici e specifici, pur discendenti dallo stesso processo (minime variazioni dei parametri possono dare sostanziali differenze morfologiche);</p>
<p style="text-align: justify;">. rapporto tra processi virtuali e sistemi materiali: l&#8217;applicazione dello stesso processo a sistemi materiali differenti produce effetti emergenti sul risultato, integrando la simulazione virtuale con le qualità del sistema  materiale adottato;</p>
]]></content:encoded>
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